Ricercatori che lasciano il segno

di: Redazione - Sep• 18•11








È passato un anno dalla scorsa Notte Europea dei Ricercatori, la prima occasione in cui una neonata Accastampato ha avuto il suo battesimo di carta. Un anno in cui si sono succeduti i quattro numeri previsti, con il coinvolgimento di ben 19 autori di ogni età: studenti della triennale, dottorandi, giovani ricercatori e docenti. Un grande successo dell’iniziativa nata verso la fine del 2009 per opera di un gruppo di giovani studenti di fisica di Roma e resa possibile dall’appoggio della comunità on-line di Accatagliato e dell’omonima associazione di volontariato. Un’iniziativa con l’obiettivo dichiarato di costruire una rete di giovani studenti e ricercatori che si impegnassero, accanto al proprio lavoro di studio e ricerca, nella comunicazione della propria passione e di quella straordinaria avventura che è la ricerca scientifica costruita giorno per giorno.

Anche quest’anno l’associazione Frascati Scienza ne ha riconosciuto e ha rinnovato il proprio impegno a stampare e diffondere un numero di Accastampato a tema, tutto dedicato a uno dei grandi enigmi della fisica contemporanea, ponte tra il mondo dell’infinitamente piccolo e quello dell’immensamente grande: il neutrino. Una particella difficile, prima teorizzata per giustificare un’anomalia osservativa e poi individuata con enormi difficoltà. Un mattone apparentemente secondario della materia conosciuta, ma attorno al quale ruota la sorte stessa della teoria più avanzata di tutto ciò che conosciamo: il Modello Standard. Un protagonista indiscusso della fisica delle particelle, che ha posto sfide ai fisici di tutto il mondo per almeno settant’anni e le cui proprietà più nascoste ancora sfuggono alla comprensione. Tra masse quasi nulle, oscillazioni e interazioni debolissime, Alessandro Minotti ci svela alcune peculiarità uniche della fisica del neutrino, la cui storia è strettamente intrecciata a quella biografica di uno dei massimi scienziati italiani del ’900: Bruno Pontecorvo, ovvero il professor Neutrino, tratteggiato da due penne d’eccezione come Frank Close e Simone Turchetti.

La quasi evanescente esistenza del neutrino ne fa una delle entità materiali più difficili da osservare e quindi studiare. Vi è un apparente paradosso nella necessità di costruire apparati sperimentali giganteschi per intercettare la particelle più minuta e analizzarne il comportamento e le principali caratteristiche, ma proprio quest’inedita sfida ha richiesto di dar fondo a tutta la fantasia dei ricercatori per ottenere risultati affidabili: Claudia Tomei ci fa scendere nelle profondità del massiccio del Gran Sasso fino a CUORE, un esperimento che come spesso accade cerca di osservare un fenomeno apparentemente proibito, il decadimento doppio beta.

Sempre nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, tra i più grandi e importanti al mondo per questo tipo di esperimenti, si trova anche Borexino, un’enorme sfera cava d’acciaio in grado di intercettare i neutrini provenienti dalla nostra stella, il Sole. Da autentica appassionata del proprio lavoro, Margherita Buizza Avanzini ci racconta il mistero dei neutrini solari mancanti che ha tenuto in scacco la comunità scientifica mondiale per ben 35 anni e alla cui soluzione proprio Borexino potrebbe aggiungere gli ultimi dettagli.

Ma la caccia al neutrino non si dà solo sotto terra, anche le profondità marine sono utili allo scopo. Giulia De Bonis, in un affascinante tuffo nel cosmo, ci immerge nelle strutture fluttuanti di ANTARES e ci lascia intravedere la strada verso il futuro progetto KM3NeT e l’installazione di un incredibile telescopio sottomarino di un chilometro cubo di volume.

Là fuori, sopra le nostre teste, dalle zone più remote dell’Universo, però, non provengono solo i neutrini: anche le onde gravitazioni sono oggetti altrettanto sfuggenti e Irene Di Palma ci spiega come proprio l’osservazione congiunta di questi messaggeri dell’Universo può fornire preziose informazioni su entrambi.

Buona lettura e buona Notte a tutti!

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