Accastampato

Rivista di divulgazione scientifica realizzata dagli studenti di Fisica della Sapienza

Una vita spesa per la ricerca

Written By: Redazione - Feb• 19•14

I cambiamenti climatici e i sempre più frequenti eventi meteorologici estremi sottolineano l’importanza degli studi nel campo della fisica dell’atmosfera. Durante l’ultima sessione plenaria del primo gruppo di lavoro dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), tenutasi a Stoccolma alla fine del settembre scorso, sono state raggiunte conclusioni che mettono in luce gli effetti antropogenici sul sistema climatico e le loro conseguenze. Oltre 850 scienziati di tutto il mondo hanno analizzato migliaia di pubblicazioni scientifiche dal 2006 ad oggi, per un totale di oltre 9200 lavori su indicatori climatici, modelli e proiezioni: da questi lavori emerge che si è verificato un cospicuo aumento della temperatura media del pianeta e di quella superficiale dell’oceano, nonché del livello del mare, dei gas serra e degli aerosol atmosferici, associato a una generale diminuzione delle calotte polari, evidente sia in Artide che in Antartide. Secondo le ultime previsioni, se le emissioni di gas serra continueranno a crescere al ritmo attuale provocheranno un ulteriore aumento del riscaldamento del sistema climatico e, in un pianeta più caldo, gli eventi meteorologi estremi diventeranno più intensi e più frequenti.

Il filo conduttore di questo numero di Accastampato è proprio la ricerca nella Fisica Atmosferica e del Telerilevamento, letta anche attraverso il ricordo, a distanza di un anno e mezzo dalla scomparsa, del Professor Giorgio Fiocco, che ha speso gran parte della vita a studiare l’atmosfera ideando, progettando e costruendo alcuni degli strumenti tuttora usati nel telerilevamento ambientale.

“Salute!” era il buongiorno che Giorgio Fiocco rivolgeva a tutti entrando al 5° piano dell’edificio di Fisica “Enrico Fermi”. Nonostante l’età, e nonostante fosse in pensione da anni, non riusciva a stare lontano dal suo laboratorio, che in tanti anni di lavoro appassionato aveva contribuito a riempire di strumenti e attrezzatura di ogni genere. Se lo accompagnavi nel suo girovagare tra le stanze ti ritrovavi con lui nei ricordi di una vita spesa a far ricerca, nel bel mezzo della storia dello sviluppo della fisica dell’atmosfera degli ultimi 40 anni.

Il Prof. Fiocco era un fisico sperimentale dall’entusiasmo ancora vivacissimo, ben visibile nei suoi occhi insieme alla curiosità di scoprire cosa succedeva se si univano gli strumenti moderni con le vecchie idee. La carriera del Prof. Fiocco ci è raccontata nell’articolo del Prof. Fuà, che va dai primi periodi della laurea in Ingegneria Elettronica e delle esperienze estere, fino al rientro in Italia, lavorando all’università di Firenze, nel laboratorio ESRO del centro ESRIN a Frascati e poi alla Sapienza, dove alla carriera di ricercatore ha affiancato quella di docente. Durante gli anni di lavoro la sua curiosità lo ha spinto ad affrontare sfide sempre nuove e a cogliere ogni occasione che gli veniva offerta per fare ricerche nel campo del telerilevamento, settore in cui ci introduce il dott. Pace nel suo articolo.

Tra gli strumenti utilizzati dal gruppo G24 del Laboratorio di Fisica Terrestre figurano SODAR e LIDAR, due delle tipologie di strumenti scientifici che il Prof. Fiocco ha contribuito a sviluppare. Il primo utilizza le onde acustiche per sondare i bassi strati atmosferici, e ci viene descritto nell’articolo del dott. Mastrantonio, mentre del funzionamento del Lidar, e dell’avventura cominciata a Thule alla fine degli anni ’80, si parla nell’articolo del dott. di Sarra e del dott. Cacciani. Daniele Gasbarra ci porta invece ai piedi dell’Everest, nella base Ev-K2-CNR, una delle stazioni della rete SHARE, progetto di monitoraggio ambientale mirato alla comprensione dei processi di cambiamento climatico.

Tutti gli autori che hanno scritto gli articoli di questo numero provengo dal gruppo di geofisica della Sapienza. Alcuni di loro, pur lavorando per altri enti di ricerca, continuano a collaborare attivamente con il G24. Grazie ai tagli sempre più irragionevoli che lo Stato opera sui fondi destinati a università e ricerca, il curriculum di geofisica della laurea magistrale del nostro Dipartimento ha chiuso i battenti. Proprio ora che, di figure specializzate in questo settore, se ne sente sempre più il bisogno.

Buona lettura!

Anna Maria Iannarelli e Giampietro Casasanta

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